 |

Aleggia
ancora la bella favola di Veregra, originario
insediamento romano. La Storia però ci documenta:
Castello Farfense già dal IX secolo; e poi, via via,
luogo deputato per gli insediamenti monastici (benedettini,
francescani, agostiniani, più tardi i cappuccini),
partecipe delle vicende guerresche del medioevo, intrighi,
lotte intestine, supremazie violate e riconquistate, capitani
di ventura e signori, municipalità contesa... e poi
il dominio della Chiesa, fino allUnità d'Itala.
I montegranaresi? Sempre laboriosi e schivi, con i problemi
di tutti e di sempre: il controllo delle acque da difendere,
le tasse da pagare, le guerre
e le carestie, la fame e la preghiera. Un Santo è
qui nato: San Serafino da Montegranaro, cappuccino,
fervore da vendere e una vita spesa per il prossimo, quello
più debole. È morto nel 1604 ma ancora è
vicino a tutti.
Giuristi e letterati, ecclesiastici, prelati e politici.
Giulioso Conventati (secolo XV), docente presso lAteneo
maceratese.
Annibale Caro (secolo XVI) è stato priore qui
a Montegranaro, nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo;
quando i suoi impegni letterari cominciano a farsi pressanti,
consegna la cura delle anime e i privilegi priorali al fratello,
per farsi Letterato a tempo pieno e lascia Montegranaro.
Domenico Svampa, cardinale, Arcivescovo di Bologna
(morto nel 1907). quasi Papa. Figura centrale della storia
della Chiesa tra Ottocento e Novecento, legatissimo al suo
paese, sostenitore instancabile dellordine salesiano,
tuttora il più grande biografo di San Serafino.
Giovanni Conti: è stato un ottimo avvocato,
un insigne politico, una figura di spiccata levatura morale
e anche giornalista (ha fondato La Voce Repubblicana,
organo del partito omonimo), ma la storia lo ricorda per
essere stato vicepresidente dellAssemblea Costituente:
un padre fondatore della Repubblica.
Montegranaro, terra di musicisti: la banda cittadina, dalla
seconda metà dellOttocento alla fine della
seconda guerra mondiale, ha formato generazioni di appassionati
strumentisti. Da una nobile famiglia locale, i Cruciani,
ecco, sul finire del secolo diciannovesimo, Alessandro
Cruciani: poeta e musicista, compositore instancabile
di musica strumentale (pianoforte) e vocale, sia sacra che
profana (il suo ricchissimo fondo di manoscritti e spartiti
è nellarchivio di famiglia); un talento da
riscoprire? Ci stiamo provando!
|
|
|